Antonio Politano, fotografo e giornalista, realizza reportage per diverse testate, principalmente per La Repubblica e National Geographic Italia. Appassionato di geografia e di letteratura di viaggio, dopo essersi laureato in Scienze Politiche ha iniziato a scrivere di Africa e a viaggiare oltre Europa, attratto in particolare da mete lontane. Ha viaggiato nei diversi continenti ed è vissuto tre anni in Africa occidentale (lavorando per le Nazioni Unite). Preferendo la libertà del freelance alla carriera di funzionario internazionale, ha ripreso a scrivere e fotografare, compiendo viaggi e soggiorni di approfondimento in varie aree (tra cui India, Sudamerica, Antartide, Pacifico meridionale, Australia, Mediterraneo orientale, Corno d’Africa). È autore di alcune pubblicazioni, tra cui I colori della luce: i luoghi di Van Gogh, Gauguin e Monet per Linea d’ombra e l’Agenda del Viaggio per Edt/LonelyPlanet, del manuale Fotografare in viaggio e di alcuni documentari tv (per Rai e altre reti). Dirige Sguardi, rivista online di fotografia e viaggio di Nikon Italia. Ha vinto alcuni premi, tra cui il Fujifilm European Press Photo Award. Ha esposto, in collettive e personali, in Italia e all’estero, e curato mostre di fotografi vari. Ha creato e dirige il Master in comunicazione e cultura del viaggio e insegna in workshop dedicati alla fotografia e alla scrittura in viaggio. Cura il programma del Festival della Letteratura di Viaggio. Ha un blog – PhotoTravelling – all’interno del sito del National Geographic Italia.


L’Eritrea era un vecchio amore, dai tempi dell’università. Alla sua lotta di liberazione avevo dedicato una tesina, uno dei miei migliori amici era del Fronte di liberazione popolare. Ho seguito la sua storia, da lontano. Poi è venuta l’occasione di andarci e attraversarla per quanto possibile. Di cercare di capire, fermare, restituire qualcosa – in occasione del ventesimo anniversario dell’indipendenza – nelle pagine del National Geographic. Di raccontare alcune facce di un paese giovane, uscito con grandi speranze da una guerra di liberazione durata trent’anni (la più lunga del continente), che vive oggi un tempo sospeso, tra l’emergenza permanente per un conflitto mai finito con l’Etiopia, l’orgoglio del proprio percorso, la voglia di modernità e libertà, la lotta per inserirsi in un mondo e mercato globale. Un pezzo d’Italia (ex potenza coloniale) in termini di prossimità culturale, poco conosciuto, sparito dal nostro immaginario. Un viaggio tra l’altopiano e il Mar Rosso, dalla capitale Asmara, un unicum nel continente per la concentrazione di architetture d’epoca, a Massaua, la città-porto semidistrutta dai bombardamenti ma che trasuda languore e bellezza anche tra le rovine, fino ad arcipelaghi di corallo fossile e a tracce di mitiche Eldorado africane.

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