Fausto Giaccone nasce in Toscana, a San Vincenzo, nel 1943.
Cresce a Palermo dove inizia gli studi di architettura che terminerà a Roma dove si trasferisce nel 1965. L’anno 1968, con l’inizio della rivolta studentesca, segna la sua scelta di dedicarsi interamente alla fotografia.
Da allora vive come fotografo indipendente dedicandosi soprattutto al reportage sociale. Le sue prime collaborazioni sono con testate politiche romane, come L’Astrolabio, Vie Nuove, Noi Donne.
A quel periodo risalgono molte campagne di documentazione nel Meridione: in Sicilia, Calabria, Puglia, Basilicata e Sardegna. Nella seconda parte degli anni ’70 collabora anche a diversi documentari televisivi, anche in Africa ed in America latina. Agli inizi degli anni ’80 si trasferisce a Milano lavorando con molte testate tra le quali Epoca e Panorama. Negli ultimi anni ha collaborato soprattutto con riviste di viaggio, proponendo soggetti da lui scelti. E’ rappresentato dal 1995 dall’agenzia Anzenberger di Vienna. Nel 1987 ha pubblicato il libro “Una Storia portoghese”, sul periodo caldo della “rivoluzione dei garofani”.
Nel 2008 “’68 altrove”, catalogo di una mostra sui reportage realizzati nell’anno 1968. Nel 2013 è uscito il libro “Volti di Cavallino-Treporti” dell’editore Edifir, frutto di un incarico da parte di un comune della laguna veneta. Nello stesso anno esce “Macondo-Il mondo di Gabriel García Márquez” dell’editore Postcart, frutto di parecchi anni di lavoro in Colombia nei luoghi della vita e dei romanzi dello scrittore.
Tra le numerose mostre personali, ricordiamo l’ultima, sul Festival musicale dell’Isola di Wight del 1970, in occasione di Foiano Fotografia 2012.


Ho passato quasi vent’anni a fare ricerche sulla vita e le opere di Gabriel García Márquez, uno dei più grandi autori della letteratura mondiale. Ricerche non solo nelle biblioteche e negli archivi, ma anche lungo le strade, i fiumi e le coste della Colombia, prendendo appunti ovunque mi trovassi. Negli stessi anni, in modo del tutto indipendente, un altro europeo, Fausto Giaccone, lavorava a creare un equivalente visivo di queste esperienze, anche lui lungo le strade, i fiumi e le coste colombiane, scattando fotografie dovunque andasse. [ … ]
Inutile dire che queste foto, così come il volume in cui sono raccolte, non sono stati pensati per me. Ma devo confessare che le immagini del libro hanno suscitato in me tutta una gamma di intense emozioni. Prima fra queste, l’incanto di una scoperta, nel rendermi conto che l’universo intensamente realistico eppure assolutamente magico dei romanzi e racconti di Gabriel García Márquez ha da oggi un corrispettivo di immagini che non credevo fosse possibile realizzare, se non altro perché non pochi dei film e dei documentari ispirati alle sue opere non sono riusciti – nell’opinione dei più – a ricreare colori e atmosfere del “mondo di García Márquez”. Le immagini in bianco e nero di Fausto Giaccone sono statiche: potremmo definirle “stills”. Ma quanto movimento c’è in esse!
Gerald Martin
dall’introduzione al libro MACONDO (Postcart,2013) di Gerald Martin, prof. di letteratura ibero-americana a Pittsburg e autore della biografia “Gabriel García Márquez. Una Vita” (Mondadori, 2011)

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