«Di padre in figlio» è un’opera di riflessione autobiografica.

Nelle immagini iniziali, l’au-tore, come in un flashback, ritrova frammenti di memoria: un paesaggio invernale della propria infanzia… quel primo strano rapportarsi col figlio, ripreso dal calore del letto matrimoniale… i gelidi percorsi di una difficile vita coniugale.

Un figlio cresce, anche se la coppia è in difficoltà! Cresce portando nell’espressione del volto i segni di un miste- rioso disagio. Cresce rapportandosi, inconsapevolmente, da figlio di due distinte indivi-dualità che convivono verso divergenti destini. Cresce, nonostante tutto! Il suo corpo si sviluppa con vita propria e sorprende il padre. Il padre, attraverso la visione fotografica, sente il figlio germoglio della fioritura primaverile… scopre la tenerezza dell’accudimen-to… ritrova la giocosa complicità infantile di una palla lanciata… ma soffre nel vedere il nido vuoto che per il figlio è metafora della fine prematura della serenità infantile… osserva la pulsione esistenziale del suo ragazzo che vive la penombra mentre cerca il ca-lore del sole… evoca con l’immagine di una lontananza l’assenza della madre capendo il vuoto tutto da colmare.

In questo inverno dell’anima, dove anche l’animale domestico vive cristallizzato in un tempo sospeso, lo sguardo del padre ritorna sul figlio. Tra le mura domestiche, con la visione lucida dell’adulto, lo guarda in faccia tra luce e penombra… e sente, in quello sguardo sofferto e innocente, tutto il debito della propria paternità che perdura oltre la fine della vita di coppia… e spera.

È la speranza di intraprendere nuove storie vivificanti che spinge il suo sguardo a scorgere nel bagliore, di un controluce estre-mo, la forza selvaggia di un giovane destriero, per rigettarsi nelle straordinarie vicende della vita.

Essere padre è entrare con autocoscienza in una sfera archetipica della psiche umana, per scoprire che quella col figlio non è una relazione ordinaria ma un legame na-turale indissolubile.

Nel figlio pulsa questo legame speciale che anche il padre, se vuole, può sentire.

—Silvano Bicocchi

Per leggere la biografia di Graziano Panfili cliccate qui.

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