fuori il centro storico

Fuori dal centro storico, meritano particolare menzione, il cinquecentesco Castello (masseria fortificata) di San Mauro fatto costruire nel 1515 da Pietro Antonio Sanseverino – nel 1535 vi fu ospitato l’imperatore Carlo V di ritorno dalla vittoriosa spedizione di Tunisi.

A soli 9 Km da Corigliano Centro si trova il borgo marinaro della Schiavonea, rinomata località turistico-balneare, ove è possibile ammirare la Chiesa di Santa Maria ad Nives costruita nel 1649 per volontà popolare e del duca Saluzzo dopo che la Vergine Maria era apparsa ad Antonaccio (Antonio Ruffo) quando questo attendeva il turno di vigilanza presso la torre alla marina del Cupo.
I successori dei Saluzzo, i Compagna, vi apportarono alcune sostanziali modifiche. Luigi Compagna, lo trasformo in mausoleo di famiglia incaricando dell’opera Francesco Bartholini (1818-1889), che aveva già fornito i disegni per l’antistante fabbricato della fiera (1850). L’interno, ripartito con lesene in breccia di Francia, venne completato con altri marmi intarsiati con motivi geometrici, e con una cupola ottagonale cassettonata in sostituzione della copertura voltata.
La facciata di gusto neoclassico, ha un prospetto diviso in tre specchiature da paraste con capitelli ionici compositi. Con l’intento di nascondere la copertura cupoliforme, la parte superiore la completò elevandola con un timpano risolto da un piedritto.
La chiesa è dedicata alla Beata Maria Vergine della Schiavonea. E’ a pianta centrale, un’aula ottagonale inscritta in un quadrato, con spazio presbiterale fiancheggiato da cappelle. Raffinato esempio di spazialità barocca. Entrando a sinistra troviamo il sepolcro del barone Giuseppe Compagna e proseguendo, sui lati centrali, troviamo due altari del XVII secolo con paliotti realizzati in marmi commisso e da colonne tortili di marmo bianco e nero con timpani spezzati racchiudenti una pala raffigurante Sant’Anna con Maria Bambina, a destra, un gruppo ligneo policromo di un Cristo crocifisso con l’apostolo Giovanni e la Vergine ai piedi nell’altro. Fa bella mostra un dipinto ritraete Ferdinando Maria Saluzzo (1744-1834), eseguito dal pittore spagnolo Espinosa. In quella di destra è invece ricavata la tomba ove riposano alcuni esponenti della famiglia Compagna. Un angelo opera dello scultore Francesco Jerace (1854-1937), ne rivela l’ingresso sollevando un drappo di bronzo.
La chiesa si conclude con sopra l’altare la tela ‘bizantineggiante’ del XVII secolo, forse copia di un’antica icona, che raffigura la Madonna Nera con le braccia distese seduta su un trono poggiante su dense nuvole. Si tratta di una raffigurazione della madonna con i capelli sciolti e la testa coronata d’oro, la Vergine è ricoperta d’argento lavorata a sbalzo e cesellata con motivi damascati che lascia scoperto soltanto il volto. Accanto alla Chiesa è stato edificato da alcuni anni l’Oratorio San Leonardo.

Accanto alla chiesa troviamo la Torre del Cupo (XVII sec.). Questa prende il nome dell’omonima zona litoranea col quale era comune chiamare questa area e cioè il Cupo. Si tratta di una delle torri di guardia costruite lungo il litorale calabrese nel tempo delle incursioni barbaresche. Da documenti storici si presume che la Torre del Cupo ancora nel 1600 non esistesse e che venne edificata immediatamente dopo. L’edificio a forma quadrangolare con cupolette orientaleggianti in sommità era di proprietà regia. Nel corso dei secoli è stata interessata da alcuni lavori di sistemazione alcuni dei quali si sono conclusi negli ultimi anni del novecento. È opportuno ricordare che nel 1810 l’edificio fu utilizzato dai Francesi come sede di un ufficio doganale.

Poco distante dalla chiesa è situato il Quadrato Compagna. Imponente costruzione edificata nel 1859 per dare impulso alle due grandi fiere che si tenevano in Corigliano il 1 novembre e il 15 maggio di ogni anno (manifestazioni che si ripetono ancora oggi da oltre un secolo e mezzo).
Di pianta rettangolare il fabbricato ha quattro porte, delimitate da cancelli in ferro con lo stemma dei Compagna. Ai lati di tre cancelli vi sono quattro imponenti colonne. Ogni porta ha un nome particolare, a seconda della posizione geografica che occupa: la principale è la porta Corigliano; dalla parte opposta, la porta a mare; ai due lati, la porta Rossano e la porta Cassano. Attualmente è di proprietà privata ed è adibito ad uso residenziale o come deposito.

Tra le più significative architetture di Schiavonea sono da visitare la Taverna e le Pile.

La Taverna del Cupo (XVII sec.) antica locanda, luogo di ritrovo e di ristoro, di competenza feudale e che fiscalmente sovrintendeva all’attività ittica ed ai commerci marittimi. Si tratta di un grande edificio di pianta rettangolare oggi sede della Scuola Elementare.

Le Pile olearie sono state realizzate nelle immediate vicinanze della battigia, quasi certamente in contemporanea al Quadrato su progetto -forse- dello stesso ingegnereFrancesco Bartholini, secondo un impianto urbanistico di ampio respiro che li vedeva sorgere come un terminal-deposito per l’olio. La Pila (successivamente diventeranno due) era destinata alle operazioni per la misurazione dell’olio d’oliva, proveniente dalle campagne di Corigliano e dai comuni vicini, per il temporaneo deposito e per le esportazioni via mare. Si tratta di una tipologia a torre a pianta ottagonale con altezza il doppio rispetto alla base, con le finestre orientate rispetto ai punti cardinali e la porta d’ingresso, rivolta verso il Quadrato, sollevata da terra di alcuni gradini.

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