La fotografia è segno o immagine? È sia segno che immagine? «La coscienza immaginativa che produciamo davanti a una fotografia è un atto»? Forse prestiamo «alla fotografia la vita per farne un’immagine»? O se è segno è «un segno “selvaggio”, “intermittente”, “erratico”»? E se è immagine, la fotografia è «un’immagine precaria»? O è solo «impronta fotonica» e importanti sono «l’uso che si fa della materialità fotonica e la percezione che se ne ha nell’atto fotografico?» È la coscienza del ricevente a fare del segno fotografico un’immagine e un automatismo a inserirla nel flusso immaginativo e diventare testo? Domande racchiuse nella denominazione stessa dello spazio: “L’Impronta – culture fotografiche”

Aperta nel 2012 a Cosenza dopo anni di sperimentazione e dibattito sulla fotografia e l’immagine da parte dei futuri soci fondatori, l’associazione L’Impronta svolge nella città un interessante lavoro di ricerca sulle diverse culture fotografiche e dell’immagine. Lo spazio espositivo, l’unico esclusivamente dedicato alla fotografia in Calabria, è il punto di incontro di autori, professionisti, personalità del mondo dell’arte  e appassionati della fotografia i quali hanno tenuto workshop, mostre e seminari che hanno spaziato dalla stampa fine art, al reportage, alla fotografia come evoluzione visiva degli strumenti di conoscenza e studio del paesaggio, allo storytelling, all’approfondimento del dibattito promosso dall’associazione sull’influenza del mezzo tecnico e la visionarietà con l’avvento del digitale e la possibilità di manipolazione in tempo reale, a cui hanno preso parte cultori e ricercatori di livello nazionale.

L’associazione ha allestito nella sua galleria mostre personali e collettive dando la possibilità agli appassionati di avvicinarsi ai lavori – tra gli altri – di Luigi Ghirri, Gianni Leone, Luigi Cipparrone, Luciano Ferrara.

L’Impronta è partner di altre gallerie fotografiche nazionali con cui organizza e promuove “Confini”, mostra itinerante annuale che da 14 anni riflette sullo sviluppo del mezzo fotografico e le sue interazioni con le altre arti visive.

Le numerose collaborazioni sia con le istituzioni che i singoli artisti, hanno dato vita a forme di scambi culturali e di approfondimento del medium fotografico spesso rivolto alla conoscenza approfondita delle città e degli spazi che abitiamo o che immaginiamo. Particolare attenzione l’associazione ha scelto di conferire alla conoscenza e restituzione dello spazio urbano della città di Cosenza nella sua parte antica analizzata sotto molteplici aspetti, dall’antropologico, al sociale.

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